Radha Veronica Gambetti

Scuola di Formazione insegnanti yoga - Mantova
Veronica gambetti Corso insegnanti yoga Mantova
Programma del modulo

Yoga Vidya

 

I quattro anni di Scuola Formazione Insegnanti sono incentrati, sia per numero di ore che per il rimando costante ad esse nelle altre discipline, sulla teoria e la pratica dello Yoga. Infatti la Scuola nasce con la volontà di trasmettere questa conoscenza e dare la possibilità ai partecipanti di incamminarsi lungo la via dello Yoga innanzitutto come percorso personale, così che possa poi sfociare nel desiderio e volontà di condivisione e trasmissione ad altri.
Il riferimento costante e imprescindibile sono gli insegnamenti di Guru Maharaj Ji, così come ricevuti per trasmissione diretta, che approfonditi nei numerosi testi lasciati dal Maestro.

 

L’insegnamento di Guru Maharaj Ji si inserisce nel solco di una tradizione che ha negli Yoga Sutra attribuiti a Patanjali, e quindi nello Yoga Darśana, il suo solido fondamento, avendo come unico scopo la conoscenza e realizzazione del Sé e il raggiungimento di una conoscenza spirituale, con la consapevolezza che essa non può essere disgiunta da quella della realtà materiale.

 

In questo senso Egli approfondisce, e così la Scuola di Formazione di Yoga Padma Niketan, tanto lo Yoga esteriore, in cui rientrano i primi cinque anga (Yama, Niyama, Āsana, Prāṇāyāma, Pratyāhāra) quanto lo Yoga interiore, costituito dai restanti anga: Dhāraṇā, Dhyāna e Samadhi.

 

  • YAMA e NYAMA. Fondamento della pratica Yoga, basi etiche e morali. Senza l’esperienza di questi due costituenti nessuno può raggiungere la massima espressione della propria vita, tanto nel mondo, quanto nella realizzazione del Sé.
  • ASANA. Le posture permettono di acquisire salute fisica, forte e radiante personalità e facilitano la pratica degli anga dello Yoga Superiore.
  • PRĀṆĀYĀMA. Controllo del soffio vitale, un ponte tra la materia e lo spirito che permette di liberare la mente dal giogo dei sensi e poter accedere allo Yoga superiore.
  • PRATYĀHĀRA. Conoscenza e direzionamento degli organi di senso, libertà nell’azione e nel pensiero.
  • DHĀRAṆĀ. Concentrazione, esteriore e interiore. Permette di conoscere gli oggetti dei sensi (grossolani e sottili) e se stessi sul piano mentale così da accedere a una visione intuitiva e a una comprensione autentica.
  • DHYĀNA. Da un continuativo e stabile progresso nella concentrazione si accede alla meditazione, dove conoscente e conosciuto non sono separati e il praticante supera le concezioni di tempo, spazio e causalità.
  • SAMADHI. Supercoscienza, conoscenza essenziale.

 

A completare e integrare la conoscenza e pratica dello Yoga esteriore, alcune tecniche proprie dello Haṭha Yoga, come Ṣat-Kriyā (metodi di purificazione) e Mudrā (sigilli del corpo e delle mani).

 

La pratica e l’esperienza diretta e personale, saranno sempre affiancate da un impianto teorico di supporto di cui la Fisiologia Sottile costituisce un tassello articolato e fondamentale che permette la comprensione congiunta e l’assoluta identità tra la filosofia e la pratica dello Yoga. A queste conoscenze si aggiunge il modulo di Nāda Yoga, che prende in considerazione la realizzazione del Sé per mezzo del suono, tema a me molto caro e su cui Guru Maharaji ha scritto un testo denominato “The Science of divine Sound”.

 

Tutti i temi  e le pratiche verranno affrontati con gradualità e nel pieno rispetto delle esperienze, pregresse e in divenire, dell’intero gruppo e di ogni singolo partecipante. Questi insegnamenti coltivati e assorbiti nell’arco dei primi tra anni ci consentiranno, nel corso del quarto anno, di poter iniziare a incontrare gli aspetti più strettamente didattici e iniziare a fare l’esperienza dell’insegnamento nel contesto del gruppo dei partecipanti, anche in previsione della stesura della propria tesi conclusiva.

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Veronica Gambetti si laurea nel 2003 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Parma con lo storico dell’arte A.C. Quintavalle. Dal 2004 al 2012 lavora come professionista e ricercatrice nel campo dei Beni Culturali.

 

Inizia a praticare Yoga nel 2002, nel solco degli insegnamenti di Swami Yogeshwarananda Saraswati Maharaj ji. Dieci anni di pratica conducono Veronica Gambetti a successivi dieci anni di esperienza specifica di insegnamento. Si diploma insegnante di Yoga sotto la guida di Lakshmi (Lucia Mincuzzi), discepola diretta di Guru Maharaj ji. Dal 2016 frequenta regolarmente uno degli ashram fondati dal Maestro, lo Yoga Niketan di Rishikesh per continuare ad approfondire il suo percorso sulla via dello yoga.

 

La morte di una delle sue guide (Marga) e la nascita della propria primogenita apre il suo sguardo vero l’altro da sé e al senso della continuità, intesa da un lato come responsabilità della trasmissione degli insegnamenti e dall’altro come cura, accudimento, guida, esempio.

 

Essere madre si rivela un terreno di pratica yoga: l’esperienza diretta sul corpo di gestante e partoriente la conduce a dedicarsi con particolare dedizione allo Yoga per la gravidanza. La condivisione della pratica e della filosofia yoga con i figli, poi, amplia la riflessione sulle modalità di trasmissione di questa disciplina ai bambini. Su questo fronte, Veronica apre una ricerca personale, arricchita dall’esperienza del metodo Gioca Yoga ® appreso nella formazione specialistica di AIYB. Nel 2017 ha pubblicato il libro di yoga per i bambini intitolato “Matsyendra. Il primo maestro di yoga. Un mito e una pratica per tutti”, edito da Il Rio.

 

Veronica Gambetti si forma inoltre con Gabriella Cella nello Yoga Ratna. Apprende il canto indiano classico sotto la guida di Patrizia Saterini prima e Barbara Zoletto poi, e approfondisce personalmente il valore di Nada nella pratica yogica anche attraverso il testo di Guru Maharaj ji “La Scienza dell’Anima”.

 

Dal 2013 è iscritta alla YANI (Yoga Associazione Nazionale Insegnanti).

 

I cardini del suo insegnamento. Da un’intervista a Radha Veronica Gambetti:

 

«L’universo simbolico che tanto mi affascina e sul quale ho concentrato i miei studi, può essere sperimentato e incarnato attraverso la pratica corporea per dare senso e forma all’esistenza in una ricerca di equilibrio e dialogo tra la dimensione maschile e femminile, tra alto e basso, tra micro e macro cosmo.
L’esperienza attraverso il corpo e il respiro si scopre possibilità della mente di ampliare i propri confini, travalicarli, sino a sospendere il giudizio e sostare nel silenzio e nell’ascolto lasciando emergere l’essenza spirituale.
L’insegnamento mi consente di passare, trasmettere tutto ciò che raccolgo senza trattenerlo e di lasciare che attraverso la relazione con gli allievi io venga a mia volta rimodellata e possa continuare nel mio personale percorso di conoscenza».